• Videogiochi e beni culturali
    Turismo 2.0,  Uncategorized

    Gamification nei musei campani

    La gamification nei musei della Campania rappresenta uno dei capisaldi più innovativi del patrimonio culturale. Dunque essa dona all’utenza un’esperienza coinvolgente, interattiva e accessibile e infatti si tratta di applicare elementi tipici dei videogiochi e in questo modo una visita “passiva” diventa un’avventura educativa e coinvolgente. Inoltre, in una regione ricca di siti Unesco come Pompei, Ercolano, Paestum e musei come il MANN o Capodimonte, la gamification ha un enorme potenziale. Quindi, essa può migliorare la reputazione regionale sul patrimonio culturale. Il patrimonio guadagna maggiore visibilità così i visitatori si sentono più attratti. Pertanto, la Campania si distingue in qualche maniera nel turismo culturale. Vediamo esempi di gamification nei musei…

  • Illustrazione in stile Ukiyo-e di due figure femminili giapponesi vestite con Kimono. Al centro la scritta "omotenashi" (ospitalità) con alfabeto hiragana.
    Turismo 2.0

    Accoglienza museale: cosa può insegnarci l’omotenashi giapponese

    Nel contesto museale contemporaneo, l’accoglienza è ancora spesso interpretata come una funzione prevalentemente operativa: gestione dei flussi, controllo degli accessi, erogazione di informazioni di base. Si tratta di attività essenziali, ma raramente considerate come parte integrante dell’esperienza culturale del visitatore. Si tende a non considerare come, proprio nei primi momenti di contatto con il museo, si costruisca una componente decisiva della fruizione: il senso di orientamento, di agio e di relazione con lo spazio. In questo senso, l’accoglienza non è un elemento accessorio, ma influenza in modo diretto il risultato complessivo dell’esperienza museale. L’esperienza di accoglienza giapponese può essere il filtro giusto per organizzare il sistema di accoglienza museale.  Solo in…

  • Una ragazza osserva un quadro in un museo che sembra prendere vita davanti ai suoi occhi. forse la ragazza si mette nei panni della fanciulla in esso rappresentata. MUSEI INTERPRETI CULTURALI
    Turismo 2.0

    Musei: Interpreti culturali o Mausolei dell’arte?

    Fin dalla loro nascita, i musei appaiono come naturale ed evidente riflesso dei loro istitutori, della loro fama e del loro bagaglio culturale. Col passare del tempo essi si sono adattati ai cambiamenti politici e sociali, eppure il loro modo di comunicare con la società di cui fanno parte sembra essere rimasto invariato. Nonostante gli sforzi di molti musei di adattarsi alle necessità del pubblico, possiamo davvero affermare che essi oggi siano in grado di coinvolgere i visitatori e attrarre i neofiti? CHI CREA I LEGAMI TRA LE OPERE E IL PUBBLICO? Il filosofo tedesco T. W. Adorno, nel suo saggio “Valèry, Proust e il museo’’ (1955) riporta un’interessante riflessione:…

  • Il museo rappresentato da competenze digitali a favore dell'inclusione scolastica: mani di colori diversi che unite formano un cuore
    Turismo 2.0

    Il museo come pubblico servizio

    Fino a qualche anno fa il Museo era un luogo di nicchia frequentato da persone colte, non adatto al grande pubblico. Oggi, a seguito di varie iniziative, come quella dell’ingresso gratuito nella prima domenica del mese, un pubblico vario e numeroso è indotto a visitare i musei anche solo per curiosità. In questo modo il museo può adempiere alla funzione di strumento al servizio dei cittadini. Facendo anche riferimento alla definizione adottata dalla ICOM (International Council of Museums) nell’Assemblea di Praga del 2002, il museo è un’ istituzione che deve utilizzare  il suo patrimonio culturale per  “l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”. Pertanto è un vero…

  • Statue in serie proposte per richiamare il concetto di rete museale e valorizzazione del territorio
    Turismo 2.0

    Reti museali: la necessità di un sistema territoriale culturale per il visitatore

    Pensiamo ad un sistema territoriale di una città italiana nel raggio da 1 a 3 km. Quanti utenti hanno visitato almeno una volta i musei all’interno di questo raggio? Quanti di questi, dopo la prima visita, si sono poi recati in un altro museo appartenente alla “rete museale”? Probabilmente il dato sarebbe sorprendente, non solo per lo scarso numero di accessi, salvo poche esperienze virtuose, ma per l’assenza generalizzata di infrastrutture atte a configurare un sistema territoriale culturale a beneficio del visitatore. Gap di immedesimazione e gap di coinvolgimento ostacolano le reti museali Gap di immedesimazione e gap di coinvolgimento rappresentano ad oggi, le principali sfide dell’entità museale nella sua…