Il museo rappresentato da competenze digitali a favore dell'inclusione scolastica: mani di colori diversi che unite formano un cuore
Turismo 2.0

Il museo come pubblico servizio

Fino a qualche anno fa il Museo era un luogo di nicchia frequentato da persone colte, non adatto al grande pubblico. Oggi, a seguito di varie iniziative, come quella dell’ingresso gratuito nella prima domenica del mese, un pubblico vario e numeroso è indotto a visitare i musei anche solo per curiosità. In questo modo il museo può adempiere alla funzione di strumento al servizio dei cittadini.

Facendo anche riferimento alla definizione adottata dalla ICOM (International Council of Museums) nell’Assemblea di Praga del 2002, il museo è un’ istituzione che deve utilizzare  il suo patrimonio culturale per  “l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”. Pertanto è un vero e proprio servizio pubblico. In Italia, in particolare, a seguito del DL 146/2015 il cosiddetto ” Decreto Colosseo”, i musei, di cui ne viene regolamentato anche il diritto di sciopero, sono ritenuti necessari come la scuola ed i trasporti.

Come servizio pubblico il museo deve promuovere la crescita sociale di ogni cittadino e quindi garantire accessibilità e inclusività. Per soddisfare questa funzione deve sempre più attrezzarsi  rispetto sia a quella che si può definire “accessibilità fisica e sensoriale” che a quella della “culturale e cognitiva”. In tal modo potrà permettere una fruizione inclusiva e autonoma a tutti i visitatori.

Occorre realizzare, ad esempio: rampe, corrimano, ascensori, servizi igienici attrezzati per sedie a rotelle, percorsi tattili per non vedenti,  fornire ausili di vario genere come materiale in Braille, audioguide, video in LIS e mappe tattili. È opportuno, inoltre, organizzare visite guidate dedicate ai disabili come quella dei non vedenti che in questi giorni hanno “percepito” col contatto tattile le opere della Cappella S. Severo a Napoli. Infine ben vengano anche le strutture museali d’avanguardia come l’Eidos di Cava de’ Tirreni che consentano la fruizione dell’opera d’ arte in maniera non convenzionale.

Attualmente in Italia, circa il 44% dei musei presenta ancora barriere architettoniche. È auspicabile che, com’è avvenuto per la scuola, anche questi, in un futuro prossimo possano adeguarsi ad ogni singolo cittadino a prescindere  dai suoi limiti fisici o culturali.

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