ragazzo di fronte a degli schermi che presentano delle partite di gioco
Turismo 2.0

Gaming e Storytelling a braccetto nel museo

Il museo deve trovare dei modi e delle idee innovative per evolversi, per attirare i visitatori (bambini, ragazzi, adulti ed anziani) e per non perderli. Gaming e storytelling possono essere una buona soluzione al problema.

Il ricordo della visita e di ciò che si ha appreso al museo si mantiene vivo nella mente grazie al gaming, cioè l’attività del giocare.
Montessori, infatti, diceva di non disturbare i bambini durante il gioco. Loro sono immersi in un flusso che li porta ad estraniarsi da tutto ciò che li circonda, e a dedicarsi anima e corpo all’attività. Questo consente loro di esercitare i tempi di attenzione.
I visitatori, grazie al gioco, ricordano più facilmente le informazioni acquisite ed apprese durante la visita al museo. In questo modo, la visita diventa più interessante, più leggera, più divertente, più immersiva ed anche più coinvolgente.
Vi sono molti esempi di giochi che hanno come argomento principale e protagonista il museo.
Degli esempi lampanti sono i giochi “AquaMANN”, “Father & Son” e “Father & Son 2”. Essi sono i “simboli” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, detto anche MANN.

Perché il gioco possa aiutare il museo ad attirare i visitatori, esso deve essere accompagnato non solo da una buona grafica, da delle tracce sonore orecchiabili e accattivanti, e da una buona caratterizzazione dei personaggi e del loro background. C’è bisogno anche di una buona narrazione della storia, ovvero lo storytelling.
Per mantenere viva la curiosità nei visitatori quando leggono un testo oppure guardano un video nel corso di una visita al museo, a volte, si ricorre al gioco con tanto di narrazione interessante e facile da comprendere e ricordare.
Il gaming e lo storytelling, se utilizzati bene, possono diventare un’arma vincente ed anche un’ottima mossa per accrescere la curiosità e mantenere la mente rilassata e stimolata.

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